Ti è mai capitato di vedere un pappagallo che “parla” solo con alcune persone, magari proprio quando tu sei lì a chiamarlo, e lui niente, silenzio assoluto? È una scena quasi comica, ma sotto c’è una logica precisa, e spesso anche un bel po’ di emozione. La verità è che, per molti pappagalli, le parole non sono un giochetto, sono relazione.
Perché parla solo con “pochi eletti”
Un pappagallo non vive la famiglia umana come un insieme di individui casuali. La vive come un possibile stormo, cioè il suo gruppo sociale di riferimento. In natura, vocalizzi e richiami servono a restare in contatto, rafforzare legami, coordinarsi, sentirsi al sicuro.
Quando il tuo pappagallo ripete parole o fischi con una persona specifica, spesso sta facendo una cosa molto semplice: sta dicendo “tu sei dei miei”.
Ci sono tre motivi ricorrenti:
- Legame selettivo: si affeziona di più a chi lo nutre, lo fa uscire, lo fa giocare, o semplicemente gli dedica più tempo calmo e costante.
- Apprendimento associativo: collega una frase a un evento. Se “ciao” coincide sempre con l’ingresso di una persona, quella parola diventa “quella persona”.
- Sicurezza e routine: alcuni pappagalli parlano di più quando sono tranquilli, e la tranquillità spesso arriva con un volto familiare, una voce conosciuta, una gestualità prevedibile.
Specie e individuo, perché non tutti sono uguali
Qui entra in gioco una cosa importante, la specie conta, ma non è tutto. Alcuni pappagalli sono più predisposti all’imitazione vocale, altri sono più “fisici” e comunicano con postura, sguardo, piume, piccoli versi.
Tra i più noti per capacità vocali troviamo:
- Il cenerino, celebre per la capacità di apprendere molte parole e, in alcuni casi, usarle in modo sorprendentemente coerente con il contesto.
- L’amazzone fronte blu, spesso molto chiacchierona, affettuosa, con una voce potente e chiara.
- Il monaco (Myiopsitta monachus), socievole e curioso, con una voce più metallica, e in alcune zone soggetto a restrizioni o divieti, quindi è bene informarsi sulle regole locali.
Poi però c’è il fattore decisivo: l’individuo. Due pappagalli della stessa specie possono essere opposti. Uno parla, l’altro preferisce fischiare, o riprodurre suoni domestici, oppure comunicare “a modo suo” senza parole.
Cosa sta cercando di comunicare davvero
A volte pensiamo che “parlare” significhi capire ogni parola come farebbe un bambino. In realtà molti pappagalli imitano, ma spesso associano suoni a situazioni, emozioni e risultati.
Ecco alcuni “messaggi” comuni dietro una frase:
- Richiesta di attenzione (sei lì, guardami, interagisci con me)
- Saluto rituale (la routine che conferma che tutto è ok)
- Ricerca di contatto (non lasciarmi solo, voglio il mio stormo vicino)
- Eccitazione o gioco (questa cosa mi diverte, rifacciamola)
Se vuoi capire cosa intende, guarda anche il corpo: pupille che si stringono e si dilatano, piume, posizione, becco, piccoli passi rapidi. Le parole sono solo una parte della storia.
Come farlo socializzare, senza forzature
Se l’obiettivo è farlo “parlare con tutti”, la strada migliore è farlo sentire sicuro con tutti. E ci si arriva con micro abitudini ripetute, non con pressioni.
Prova così:
- Interazione quotidiana breve ma costante: anche 10 minuti ben fatti valgono più di un’ora ogni tanto.
- Frasi sempre uguali nello stesso contesto: “buongiorno” al primo incontro, “bravo” quando collabora, “pappa” prima del pasto. La coerenza crea significato.
- Turni di relazione: una persona offre un gioco, un’altra un premio, un’altra ancora una sessione di coccole (se gradite). Così non si “imprinta” su uno solo.
- Uscite dalla voliera in modo prevedibile: routine chiare riducono ansia e aumentano curiosità.
- Rinforzo positivo: quando vocalizza in modo appropriato, rispondi, sorridi, premia. Se urla per ottenere qualcosa, aspetta un momento di calma e premia quello.
Un esempio che fa scuola, la storia di Alex
Il caso di Alex, il celebre grigio africano studiato per anni, ha mostrato quanto possa essere profondo l’apprendimento quando c’è stimolazione mentale, costanza e relazione. Non è un modello da “replicare” alla lettera, ma è un promemoria potente: molti pappagalli rendono al massimo quando si sentono ascoltati, coinvolti, parte di un dialogo.
La risposta che cercavi, in una frase
Sì, può parlare solo con alcune persone perché sta scegliendo il suo stormo, e puoi aiutarlo a socializzare aumentando routine condivise, fiducia e interazioni coerenti con più membri della famiglia, senza pretendere performance, ma costruendo relazione.




